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Privati2026-06-177 min read

Revenge Porn: Diffusione Illecita di Immagini Sessuali e Tutela Legale

Revenge porn (Art. 612-ter c.p.): diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti. Denuncia, sequestro dei contenuti, provvedimenti urgenti del Garante e risarcimento del danno. Guida alla tutela per le vittime in Italia.

Avv. Antonino Ingoglia

Ordine degli Avvocati di Sciacca n. 747 · Avvocato & Sviluppatore · IT Law

Nota metodologica. La presente guida è aggiornata al 17 giugno 2026 e si basa sull'Art. 612-ter del Codice Penale (introdotto dal D.L. n. 11/2019, conv. con L. n. 38/2019, e modificato dalla L. n. 69/2019), sulla L. n. 134/2021 (riforma Cartabia), sulle Linee guida del Garante Privacy e sulla giurisprudenza della Corte di Cassazione. Il contenuto ha finalità esclusivamente informativa e non costituisce parere legale.

Fonti primarie: Art. 612-ter c.p., Normattiva · D.L. 11/2019 conv. L. 38/2019, GURI · L. 69/2019 (Codice Rosso), GURI · Garante Privacy, Revenge porn

Cosa fare se vengono diffusi online video o immagini intimi senza il mio consenso?

La diffusione non consensuale di immagini o video a contenuto sessualmente esplicito è un reato penale (Art. 612-ter c.p.) punito con la reclusione da 1 a 6 anni e una multa da 5.000 a 15.000 euro. La procedibilità è a querela entro 3 mesi per i casi non aggravati, ma è d'ufficio se il fatto è commesso dal coniuge, partner (anche cessato) o se la diffusione riguarda un numero elevato di persone. Contestualmente alla denuncia, è possibile chiedere il sequestro preventivo dei dispositivi e la rimozione urgente del contenuto tramite il meccanismo di Notice & Action del DSA e, in caso di inerzia della piattaforma, rivolgersi al Garante Privacy per un provvedimento d'urgenza.

1. Cos'è il reato di revenge porn (Art. 612-ter c.p.)

L'Art. 612-ter del Codice Penale, introdotto nel 2019 dalla riforma del "Codice Rosso" (L. 69/2019) e modificato dalla riforma Cartabia (L. 134/2021), punisce chi:

"Chiunque, dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate, è punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da 5.000 a 15.000 euro."

L'elemento chiave del reato è la mancanza di consenso alla diffusione di materiale che la vittima aveva prodotto o consentito che fosse prodotto nella convinzione che rimanesse privato. Il consenso alla realizzazione (es. scattarsi una foto intima per il partner) non implica il consenso alla diffusione a terzi.

Casi aggravanti (Art. 612-ter, comma 4 c.p.)

La pena è aumentata se il fatto è commesso:

  • Dal coniuge, anche separato o divorziato
  • Dal partner in una relazione affettiva, anche cessata
  • Con l'uso di strumenti informatici o telematici che rendono la diffusione particolarmente ampia
  • Con la minaccia o costrizione della vittima
  • Contro una persona in condizione di vulnerabilità (es. disabilità, stato di gravidanza)

Procedibilità

CasoProcedibilitàTermine
Fatto base (Art. 612-ter, comma 1)A querela3 mesi dalla conoscenza
Fatto commesso dal coniuge/partner (comma 4)D'ufficioNessun termine
Diffusione amplissima (numero elevato di persone)D'ufficioNessun termine

2. Cosa fare immediatamente

Passo 1: Preservare le prove senza auto-colpevolizzarsi

Prima di tutto: non cancellare nulla. Conservare:

  • Screenshot corredati di URL e data di pubblicazione
  • Nome del profilo dell'autore della diffusione
  • Eventuali messaggi di minaccia o ricatto (chat, email, SMS)
  • Testimonianze di terzi che hanno visto il contenuto

Importante: salvare il materiale offensivo per le prove non costituisce detenzione di materiale illecito, le immagini o i video servono come corpo del reato e possono essere consegnati direttamente all'autorità giudiziaria senza timore di conseguenze penali.

Passo 2: Richiedere la rimozione urgente alla piattaforma

Il DSA (Reg. UE 2022/2065) impone alle piattaforme di rispondere tempestivamente alle segnalazioni di contenuti illegali. Per il revenge porn, molte piattaforme (Meta, Google, TikTok, X) hanno meccanismi di rimozione accelerata per contenuti sessuali non consensuali, indipendentemente dalla normativa europea:

  • Meta (Facebook/Instagram): strumento di segnalazione specifico per "contenuti intimi non consensuali"
  • Google: modulo dedicato per la rimozione di contenuti sessuali espliciti non consensuali nei risultati di ricerca e su YouTube
  • OnlyFans, X, Reddit, Telegram: procedure di rimozione con priorità per questo tipo di contenuti

La richiesta deve indicare l'URL esatto, il tipo di contenuto e la base della segnalazione (violazione della legge penale italiana, Art. 612-ter c.p.).

Passo 3: Sporgere denuncia o querela

La denuncia va presentata alla Polizia Postale e delle Comunicazioni, specializzata nella repressione dei reati informatici, oppure a qualsiasi comando di Polizia di Stato, Carabinieri o Procura della Repubblica. Contestualmente si può chiedere:

  • Il sequestro preventivo dei dispositivi dell'autore (Art. 321 c.p.p.) per bloccare l'ulteriore diffusione
  • Il sequestro probatorio (Art. 253 c.p.p.) dei server o cloud dove il materiale è archiviato
  • L'identificazione dei destinatari attraverso l'analisi dei log di accesso e condivisione

Passo 4: Provvedimento d'urgenza del Garante Privacy

Se la piattaforma non rimuove il contenuto tempestivamente, è possibile presentare un esposto urgente al Garante Privacy ai sensi dell'Art. 157 del D.Lgs. 196/2003 (Codice Privacy). Il Garante può adottare provvedimenti cautelari urgenti, ordinando alla piattaforma di rimuovere i dati personali diffusi illecitamente e di inibirne l'ulteriore trattamento.

3. Il sequestro e la rimozione: strumenti disponibili

StrumentoAutorità competenteEffetto
Sequestro preventivo (Art. 321 c.p.p.)Giudice per le Indagini PreliminariBlocco dei dispositivi e dei server
Ordine di rimozione (DSA)Piattaforma o AGCOMRimozione del contenuto specifico
Provvedimento d'urgenza (Art. 157 Codice Privacy)Garante PrivacyOrdine di cessazione del trattamento
Deindicizzazione (Art. 17 GDPR)Motori di ricercaEsclusione dai risultati di ricerca
Inibitoria cautelare (Art. 700 c.p.c.)Tribunale civileOrdine di non diffusione e rimozione

4. Il risarcimento del danno

La vittima di revenge porn ha diritto al risarcimento del danno, che può essere richiesto costituendosi parte civile nel processo penale o con un'azione civile autonoma. Le voci di danno includono:

Tipo di dannoDescrizione
Danno non patrimonialeSofferenza psicologica, lesione della dignità, vergogna, isolamento sociale
Danno alla reputazioneCompromissione dell'immagine personale e professionale
Danno esistenzialeAlterazione delle abitudini di vita, difficoltà relazionali, perdita di opportunità
Danno patrimonialeSpese mediche (supporto psicologico), spese legali, perdita di reddito

La Legge 69/2019 ("Codice Rosso") ha rafforzato la tutela della vittima prevedendo procedimenti penali con termini accelerati e l'obbligo di ascolto protetto della persona offesa entro 3 giorni dalla denuncia.

Domande Frequenti (FAQ)

Se ho condiviso volontariamente le foto con il mio partner, posso sporgere denuncia? Sì. Il consenso alla realizzazione o alla condivisione privata delle immagini non equivale al consenso alla loro diffusione a terzi. L'Art. 612-ter c.p. punisce espressamente chi diffonde immagini "destinate a rimanere private". La violazione della fiducia è elemento centrale del reato.

Cosa succede se l'autore della diffusione vive all'estero? La legge italiana si applica al reato commesso in territorio italiano, ma anche al fatto commesso all'estero se la vittima è cittadina italiana (Art. 604 c.p.). La cooperazione giudiziaria internazionale (rogatorie, mandato di arresto europeo) può essere attivata per identificare e perseguire l'autore. Per la rimozione dei contenuti, le piattaforme globali (Meta, Google, X) hanno procedure di rimozione valide in tutti i paesi.

La vittima minorenne ha tutele diverse? Sì. Se la vittima è minorenne, la diffusione di immagini sessualmente esplicite configura reati più gravi: detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico (Art. 600-ter c.p.), con pene sensibilmente più elevate e procedibilità d'ufficio. Inoltre, i termini di prescrizione decorrono dalla maggiore età della vittima.

Devo rivolgermi a un avvocato per sporgere denuncia? Non è obbligatorio: la querela può essere presentata personalmente alla Polizia Postale o a qualsiasi autorità di polizia. Tuttavia, è consigliabile farsi assistere da un avvocato penalista, sia per la corretta formulazione della querela e delle richieste di sequestro, sia per la costituzione di parte civile nel processo penale che consente di ottenere il risarcimento del danno.


Approfondimenti consigliati:

Fonti: Art. 612-ter c.p., Normattiva; L. 69/2019 (Codice Rosso), GURI; D.Lgs. 196/2003 (Codice Privacy) Art. 157, Normattiva; Reg. UE 2022/2065 DSA, EUR-Lex.

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Avv. Antonino Ingoglia

Autore

Avvocato iscritto all'Ordine di Sciacca (n. 747), specializzato in diritto delle tecnologie e privacy. Prima dell'attività forense ha sviluppato applicazioni web e architetture cloud, competenza che porta nell'analisi tecnico-giuridica di prodotti digitali, SaaS e sistemi AI. Assiste aziende e startup nell'adeguamento a GDPR, AI Act, NIS2 e DORA.

Profilo completo e competenze
Nota Informativa: I contenuti di questo articolo hanno finalità puramente divulgative e informative. Non costituiscono parere legale né instaurano un rapporto professionale. Ogni caso concreto richiede una valutazione specifica da parte di un professionista abilitato per delineare l'esatto perimetro legislativo e sanzionatorio.
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