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AziendePubblicato 2026-05-27Aggiornato 2026-08-017 min read

ACN Incidenti IA: Reporting Sistemi ad Alto Rischio

Incidenti gravi AI Act: differenze tra obblighi del provider ex Art. 73 e del deployer ex Art. 26(5), termini, autorità e coordinamento con GDPR e NIS2.

Avv. Antonino Ingoglia

Ordine degli Avvocati di Sciacca n. 747 · Avvocato & Sviluppatore · IT Law

Chi è l'autorità di vigilanza AI Act in Italia e cosa va notificato in caso di incidente?

L'AI Act distingue i ruoli. L'Art. 73 pone sul provider di un sistema high-risk l'obbligo di segnalare gli incidenti gravi alla competente autorità di vigilanza del mercato. L'Art. 26(5) disciplina invece le comunicazioni del deployer, ma rientra nelle sezioni high-risk rinviate al 2 dicembre 2027 per Art. 6(2)/Allegato III e al 2 agosto 2028 per Art. 6(1)/Allegato I. Un evento può inoltre richiedere autonome notifiche GDPR o NIS2, se ne ricorrono i presupposti.

Fonti: Legge 23 settembre 2025, n. 132 — ACN come autorità di sorveglianza AI Act · Reg. UE 2024/1689 (AI Act) Artt. 73-75 — Incidenti gravi e malfunzionamenti · ACN — Guida alla notifica degli incidenti informatici · D.Lgs. 138/2024 — Recepimento NIS2 · Reg. UE 2016/679 (GDPR) Art. 33 — Notifica data breach

L'AI Act prevede obblighi reattivi in caso di incidenti gravi, ma soggetto obbligato, termine e data di applicazione vanno individuati per disposizione. L'Art. 73 riguarda in via principale il provider; il flusso del deployer è regolato dall'Art. 26(5). Le procedure interne possono essere coordinate con quelle già previste per data breach GDPR e incidenti NIS2, senza presumere che ogni anomalia attivi tutte le notifiche. Per il quadro normativo integrato, si veda la guida alla valutazione integrata DPIA+FRIA per sistemi AI.


Il ruolo dell'ACN come autorità AI Act in Italia

La Legge 132/2025 ha adottato un'architettura di vigilanza istituzionale che affianca l'ACN (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale) e l'AgID (Agenzia per l'Italia Digitale) nella supervisione dell'AI Act:

  • ACN: autorità di sorveglianza del mercato per i sistemi AI ad alto rischio; gestisce la notifica degli incidenti gravi; coordina il CSIRT Italia (Computer Security Incident Response Team) per gli incidenti con impatto sulla sicurezza cibernetica
  • AgID: autorità notificante per gli organismi di valutazione della conformità

La Legge 132/2025 definisce l'assetto nazionale. Ciò non coincide con una generale applicabilità dal 3 agosto 2026 di tutti gli obblighi high-risk: il Regolamento (UE) 2026/1744 ha rinviato le sezioni 1-3 del Capo III alle date 2027-2028. È comunque opportuno predisporre in anticipo responsabilità, contatti e conservazione delle evidenze.

L'ACN ha già pubblicato linee guida per la notifica degli incidenti informatici ai sensi della NIS2. Le procedure per la notifica degli incidenti AI seguiranno un impianto analogo ma con specificità legate alla natura degli incidenti algoritmici.


Cosa è un "incidente grave" nell'AI Act

L'AI Act (Art. 3, par. 1, punto 49) definisce incidente grave il malfunzionamento o la performance inadeguata di un sistema AI ad alto rischio che ha comportato, o che ragionevolmente si potrebbe prevedere possa comportare:

  • La morte o un danno grave alla salute di persone
  • Un'interruzione grave e persistente della gestione e del funzionamento di infrastrutture critiche
  • La violazione di obblighi previsti dal diritto dell'Unione europea a tutela dei diritti fondamentali
  • Danni gravi ai beni o all'ambiente

Questa definizione non include solo gli incidenti con danni fisici: la violazione di obblighi a tutela dei diritti fondamentali copre situazioni in cui il sistema AI ha prodotto decisioni discriminatorie sistematiche, ha violato il diritto alla spiegabilità in modo generalizzato, o ha operato in modo tale da compromettere diritti di accesso a servizi o opportunità per categorie significative di persone.


Chi deve notificare e in quali tempi

Il provider. L'Art. 73 impone al provider di sistemi high-risk immessi sul mercato dell'Unione di segnalare l'incidente grave alla competente autorità di vigilanza. La regola generale richiede di agire immediatamente dopo avere stabilito il nesso causale, anche solo ragionevolmente possibile, e comunque entro 15 giorni da quando il provider ne viene a conoscenza. Il regolamento prevede termini specifici più brevi per alcune conseguenze; non è corretto importare automaticamente nel procedimento AI Act le finestre 24/72 ore della NIS2.

Il deployer. L'Art. 26(5) prevede che il deployer informi immediatamente il provider e, nella sequenza prevista, gli altri operatori e le autorità pertinenti quando individua un incidente grave. Questa disposizione appartiene però alla sezione 3 del Capo III e segue le date high-risk 2027-2028 introdotte dal Regolamento (UE) 2026/1744. Altri obblighi contrattuali, GDPR, NIS2 o settoriali possono essere già applicabili.

Possibile notifica GDPR. Se l'evento costituisce anche una violazione dei dati personali, il titolare verifica l'Art. 33 GDPR e notifica all'autorità di controllo senza ingiustificato ritardo e, ove possibile, entro 72 ore, salvo che sia improbabile un rischio per i diritti e le libertà. I presupposti e i soggetti non coincidono automaticamente con quelli dell'AI Act.


Come strutturare la procedura di incident response AI

Un'azienda che opera sistemi AI ad alto rischio deve avere, prima del deployment, una SOP (Standard Operating Procedure) per l'incident response AI. I componenti essenziali:

1. Soglie di escalation. Definire quali eventi costituiscono un possibile incidente grave che richiede attivazione della procedura di notifica. Non ogni anomalia è un incidente grave: il sistema potrebbe produrre output inattesi senza causare danni. La SOP deve specificare le soglie che attivano la procedura formale.

2. Catena di escalation interna. Chi deve essere informato per primo? Chi ha l'autorità di sospendere il sistema in attesa dell'analisi? Chi redige la notifica all'ACN? Chi gestisce la comunicazione verso le persone potenzialmente danneggiate?

3. Documentazione dell'incidente. Dal momento della rilevazione, conservare: log di sistema al momento dell'incidente, output prodotti dal sistema nelle ore precedenti, dati di input che potrebbero aver contribuito al malfunzionamento, identità delle persone o dei processi interessati.

4. Template di notifica. Preparare un template per la notifica all'ACN che copra: descrizione del sistema AI coinvolto, natura e portata dell'incidente, numero e categorie di persone interessate, misure adottate o in corso di adozione, contatti del referente aziendale.

5. Coordinamento con la procedura GDPR. La procedura deve prevedere esplicitamente la verifica, entro le prime ore dall'incidente, se l'evento configura anche un data breach che richiede notifica al Garante Privacy entro 72 ore.


L'integrazione con NIS2: aziende con doppio obbligo

Le aziende che sono al tempo stesso soggetti NIS2 (operatori di servizi essenziali o fornitori di servizi digitali in settori critici) e Deployer di sistemi AI ad alto rischio si trovano in una situazione di potenziale doppio obbligo di notifica per lo stesso evento:

  • NIS2 (D.Lgs. 138/2024): notifica all'ACN/CSIRT per incidenti di sicurezza informatica con impatto significativo sulla continuità dei servizi; entro 24 ore per notifica preliminare, entro 72 ore per notifica completa
  • AI Act: notifica all'ACN per incidenti gravi che coinvolgono sistemi AI ad alto rischio
  • GDPR: notifica al Garante per data breach

Le procedure devono essere integrate in modo che un singolo evento che attivi due o tre regimi di notifica possa essere gestito in modo coordinato, senza che le scadenze parallele vengano mancate per disorganizzazione interna.


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Articolo aggiornato al 1° agosto 2026 sulla base dei Regolamenti (UE) 2024/1689 e 2026/1744. Autorità, canale e termine concreto vanno verificati rispetto al ruolo, al sistema e alle conseguenze dell'evento. Per supporto specifico, contatta lo studio.

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Avv. Antonino Ingoglia

Autore

Avvocato iscritto all'Ordine di Sciacca (n. 747), esperto in diritto delle tecnologie e privacy. Prima dell'attività forense ha sviluppato applicazioni web e architetture cloud, competenza che porta nell'analisi tecnico-giuridica di prodotti digitali, SaaS e sistemi AI. Assiste aziende e startup nell'adeguamento a GDPR, AI Act, NIS2 e DORA.

Profilo completo e competenze
Nota Informativa: I contenuti di questo articolo hanno finalità puramente divulgative e informative. Non costituiscono parere legale né instaurano un rapporto professionale. Ogni caso concreto richiede una valutazione specifica da parte di un professionista abilitato per delineare l'esatto perimetro legislativo e sanzionatorio.
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